Studio Visio, azienda che da anni rappresenta una eccellenza di Firenze anche a livello internazionale da quest’anno ha deciso di puntare su qualcosa che non deve essere considerato scontato. Ha deciso di puntare infatti sulla FIL, Felicità Interna Lorda dei propri dipendenti. Come tutte le aziende si punta sempre alla crescita economica ma investire anche sul benessere e sull’arricchimento culturale di chi lavora all’interno di una realtà diventa sempre più importante.

Studio Visio, opera nel campo della progettazione, fornitura e gestione di servizi tecnici per eventi e Congressi, e solo quest’anno è stata presente in 12 Paesi, come Colombia, Corea del Sud, Messico, Thailandia oltre a gestire l’infrastruttura tecnica dei maggiori Congressi in ambito nazionale principalmente nel settore medico/scientifico.

Spiega Lorenzo Maria Vanni, uno dei Soci dell’Azienda che ricopre il ruolo di direttore commerciale estero di Studio Visio – “Abbiamo visto che nella nostra azienda l’affiatamento fra i nostri collaboratori è alto e che formano una vera e propria squadra, interessata a ritrovarsi anche fuori dal luogo e dall’orario di lavoro. Da qui abbiamo deciso di favorire e incentivare questi rapporti umani nella consapevolezza che, la FIL sia importante quanto i risultati economici dell’Azienda. Ecco perché abbiamo stanziato un budget iniziale di 5 mila euro con i quali i dipendenti possono effettuare attività culturali e sociali”.

Tutto è stato fatto con precisi criteri organizzativi e gestionali. Prima di tutto è stata creata un’ Associazione ed è stato indetto un concorso interno per trovarne il nome. E ‘stato selezionato il nome STIMOLAMENTE (termine che si presta a più letture), mentre Luana Gazzola e Pamela Casini, del team Segreteria commerciale, individuano le attività da proporre a tutti i collaboratori.

Ad oggi sono già state realizzate due attività, la Colazione con Shakespeare al giardino dell’Iris e la visita guidata alla mostra di Escher. In programma per dicembre, gennaio e febbraio la mostra di Van Gogh a Roma, quella della fotografa Lee Miller a Venezia e quella di Max Ernst a Milano.

La sfida è replicare in sempre più aziende attività del genere, sotto a chi tocca dunque.

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