Nel pomeriggio di ieri,  martedì 8 novembre, sono state svelate le stelle assegnate dalla Guida Michelin 2023. Non sono mancate le sorprese e ovviamente le riconferme. Si è raggiunto l’incredibile numero di 385 stelle, nuovo record, il quale senza dubbio ci segnala come la qualità della gastronomia italiana cresce sempre di più.

La maggior parte delle novità quest’anno si concentrano prima di tutto in Lombardia con 7 nuove stelle; tra le altre spicca il rientro in guida di Andrea Aprea a Milano. Una piacevole sorpresa quella del ristorante Lino in quel di Pavia che dona al capoluogo di provincia un gran riconoscimento dopo diversi anni.

Tra le regioni più virtuose segue subito la Toscana con ben 5 new entry in guida. La prima da citare che è tutto tranne che una sorpresa è lo Chic Nonna di Vito Molica, un vero e proprio gioiellino di cucina ma anche con una location invidiabile all’interno di Palazzo Portinari Salviati nel centro di Firenze. Le altre quattro stelle toscane sono: quella di Filippo Scapecchi di Terramira a Capolona, di Niccolò Palumbo del Paca a Prato, di Marco Suriano (Cannavacciuolo Vineyard, Casanova di Terricciola) e quella di Matteo Temperini del Campo del Drago (Rosewood Castiglion del Bosco, Montalcino). Da sottolineare la stella del sopracitato Paca a Prato, ristorante aperto poco prima dell’inizio della pandemia con grande entusiasmo da un gruppo di lavoro giovane e affiatato, con una scelta delle materie prime molto accurata, che arrivano tutte da produttori locali selezionati.

Sono  diversi i ristoranti che nonostante un cambio al “timone” della cucina, hanno mantenuto la propria stella, con nuovi talenti dunque che non hanno fatto rimpiangere gli chef precedenti. E’ il caso del San Giorgio del Nove in Liguria, dei ristoranti veneziani Oro RestaurantLocal, e Wistèriail Castello di Fighine in Toscana (sempre sotto l’ala di Heinz Beck), Il Refettorio Il Faro di Capo d’Orso Andrea Aprea in Campania, Gusto by Claudio Sadler in Sardegna, infine, a Torino, Carignano Spazio 7.

Importante come quest’anno in modo particolare sono stati tantissimi i giovani chef premiati, addirittura 20 sotto i 35 anni. Altro dato rilevante è quello riguardante i ristoranti di piccole province che sono riusciti ad aggiudicarsi la stella, sono infatti 40; segnale dunque che la buona cucina in Italia è veramente dislocata ovunque e non solo nei grandi centri.

Notizia che si aspettava da tempo è quella della terza stella assegnata al ristorante Villa Crespi di Antonino Cannavacciuolo. Luogo che secondo gli ispettori della Guida Michelin è veramente in grado di farti vivere un viaggio culinario italiano. Una vera e propria dimensione di cucina totale.

Vista la sempre crescente attenzione alla sostenibilità e al green è importante citare anche i ristoranti che sono riusciti a conquistare la stella verde alla terza edizione di questo riconoscimento. In suolo italiano sono 49 le stelle verdi assegnate con un’ascesa evidente di anno in anno che sicuramente è a dir poco confortante; infatti se si pensa che nella prima edizione “solo” 13 erano stati i ristoranti insigniti con questo titolo, la crescita è stata notevole.

Queste tutte le stelle green:

– Piazza Duomo (Alba), CN
– Vignamare (Andora), SV
– La Tana Gourmet (Asiago), VI
– Ahimè (Bologna), BO
– Poggio Rosso (Castelnuovo Berardenga), SI
– El Molin (Cavalese), TN
– La Bandiera (Civitella Casanova), PE
– Vite (Coriano), RN
– I Tenerumi (Eolie, Vulcano), ME
– Dalla Gioconda (Gabicce Monte), PU
 Il Mirto (Ischia, Forio), NA
– La Peca (Lonigo), VI
– Il Cantinone e Sport Hotel Alpina (Madesimo), SO
– D.One Restaurant (Montepagano), TE
– Contrada Bricconi (Oltressenda Alta), BG
– Il Colmetto (Rodengo Saiano), BS
– Osteria del Viandante (Rubiera), RE
– Lokanda Devetak (Savogna d’Isonzo), GO
– Villa Pignano (Volterra), PI

(Per avere la classifica completa di tutte le nuove stelle e le conferme basta visitare il sito  https://guide.michelin.com/it/it/notizia/michelin-star-revelation/tutte-le-stelle-della-guida-italia )

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