Il fuoco di Boghossian costruisce e distrugge [VIDEO]

Jean Boghossian presenta a Firenze la sua mostra Antinomia Ardente a cura di Bruno Corà. Fino al 1 luglio sarà possibile entrare nel suo mondo di costruzione e distruzione alla Galleria il Ponte. Antinomia creata dal bianco - nero, e dall'ambivalente funzione del fuoco e del fumo che possono essere sia costruttori che distruttori all'interno delle opere dell'artista libanese di origine armena.

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Antinomia Ardente, è il nome scelto per la mostra di Jean Boghossian a cura di Bruno Corà. La galleria il Ponte di Firenze ospiterà la personale dell’artista libanese di origine armena fino al 1 luglio. Antinomia Ardente creata dal bianco – nero, dal fuoco e dal fumo, Jean è uno dei pochi artisti infatti, a livello globale che sperimenta applicando questi elementi a varie opere. Il fuoco è il suo linguaggio artistico preferito e usa una vasta gamma di pennelli e torce come strumenti. Nell’arte di Jean Boghossian si costruisce e si distrugge.

Jean Boghossian

La mostra di Firenze alla Galleria il Ponte consente un approfondimento conoscitivo con alcune opere che mettono in risalto la predominante del denominatore comune cromatico basato sulla antinomia bianco-nero delle elaborazioni su carta o su tela.
Il particolare di tutte le opere esposte è che esse sono eseguite mediante l’impiego del fuoco e del fumo che, pertanto, in conseguenza degli effetti delle combustioni attuate sui supporti delle opere, dota i singolari lavori dello ‘sfumato’ prodotto dalla fuliggine, talvolta con una gamma di grigi graduati, talvolta con sottili zone brunite, in prossimità delle lacerazioni prodotte dall’azione combustiva della fiamma.
In questa città, la scelta compiuta di tali opere, vuole essere implicitamente anche un omaggio alla modalità leonardesca dello ‘sfumato’ ancorché ottenuto col fuoco e non con colori come quelli usati dal genio di Vinci.

L’opera che ci apre le porte della mostra è quasi un invito virtuale ad entrare nell’installazione stessa.  Infatti il primo lavoro che si incontra negli ambienti della galleria è Entrèe dans la toile, 2018-2022 (cm 230x280x400), installazione di ben dieci tele collocate in sequenza, elaborate mediante combustione e fumo come il grande foro che le attraversa tutte creando una sorta di tunnel.

Questa mostra personale di Boghossian esibisce dunque una selezione di opere che, in modi diversi, risulta emblematico della sua produzione sia degli ultimi anni (2019-2021), trascorsi durante l’imperversare di sensibili eventi per lui drammatici, dalla ripresa di violenti episodi destabilizzanti la vita civile in Libano, uno dei paesi di residenza di Boghossian, alla pandemia da Covid 19, sia dei precedenti anni 2011-2015 germinali e felici nella messa a punto del suo linguaggio ignico.

 

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