L’Isola del Giglio è perfetta per un long weekend, come quello che ci ho trascorso io all’inizio di giugno. È piccola, si arriva in poco tempo dappertutto, ricca di sentieri trekking, zone selvagge per staccare la spina, ma anche borghi storici come Giglio Castello, fondato dai pisani nel 1200, o colorati come Giglio Porto ed il suo brulicante lungomare fitto di ristoranti e negozietti. A parte la grande spiaggia di Campese, le altre spiagge non sono molte e l’ideale è girare l’isola in barca e tuffarsi in tutte le calette ma se siete camminatori, alcune spiaggette da sogno si raggiungono anche via terra, come Arenella, Cannelle e Caldane.

Al tramonto un calice di Ansonaco è d’obbligo, la varietà di Ansonica gigliese, da degustare direttamente in vigna davanti a un panorama mozzafiato. Quello di Castellari Isola del Giglio, macerato 6 mesi sulle bucce, è dorato e sorprendente, elegantissimo.
Lo spezzafame per eccellenza è la focaccia gigliese, farcita di acciughe e cipolle, squisita, la si trova in tutti i forni.

I posti auto sono pochi, quindi meglio lasciare l’auto sulla terraferma e noleggiare uno scooter sull’isola, con quello si arriva davvero dappertutto, ma prenotatelo prima, come anche tutti i servizi essenziali, perché in alta stagione l’isola si riempie e si rischia non trovare più nulla, neanche un ombrellone.

Se potete, evitate i periodi più gettonati: è un angolo di paradiso e come tale dovrebbe essere vissuto.

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