Noi a Firenze la chiamiamo “alla Fiorentina” servita con una abbondante spolverata di formaggio, ma in realtà la Trippa, parte dello stomaco del bovino, è un alimento che in cucina conosce molteplici impieghi, anche accompagnata dalla pasta.

Ecco dunque una pubblicazione realizzata per celebrare il potenziale inespresso di tali prelibate combinazioni, la pasta e la trippa appunto, un libro per scrivere il quale Romanelli ha cucinato, testato, provato, ritentato ed attinto molto anche dalle sue frequentazioni con i trippai, coloro che, a Firenze ma non solo, la trippa la vendono per strada:

“Ne hanno un culto tale che la fanno assaggiare in famiglia, prima di proporla ai clienti sul banco, e ne ho trovati pochi, sinceramente, che avessero una ricetta di pasta: magari non lo sapevano, ma qualche loro preparazione è risultata poi perfetta per insaporire tagliatelle o penne, ma la riflessione è arrivata dopo l’assaggio, non prima…” precisa Leonardo Romanelli.

Fanno come sempre da corollario a questa nuova pubblicazione il sito Internet TroppaTrippa.com interamente dedicato a quello che viene simpaticamente apostrofato come il “quinto quarto” che si propone di raccogliere, integrare e presentare nuovo materiale, idee, notizie e ricette insolite come parte del processo di pubblicazione, le pagine di Troppa Trippa blog e le comunità virtuali su Facebook ed Instagram che vogliono coinvolgere appassionatamente tutti quelli che non battono ciglio di fronte alla trippa, anche se è troppa.

Una parte del ricavato della vendita di questo Quaderno – allo scopo di salvaguardare e promuovere la tradizione della trippa – viene devoluta a microfinanziamenti di progetti Kiva che hanno a che vedere con il quinto quarto.

“Trippa & pasta – Le ricette” di Leonardo Romanelli, Collana I Quaderni di TroppaTrippa.com n. 11, ISBN-13: 978-1-7322669-1-9, Aerostato, Seattle 2020, 60 pagine, prezzo 10 Euro. Acquistabile online su www.troppatrippa.com

L’autore

Leonardo Romanelli, fiorentino, superato il mezzo secolo, ha un lavoro difficile da descrivere, visto che ne racchiude tanti: deciso da tempo di voler diventare il moderno Anton Ego, critico gastronomico modello “Ratatouille”, da sempre si occupa anche del vino, con insana passione per le arti, che coltiva con passione sfrenata, da quella dell’insegnamento a quella del teatro con incursioni musicali e televisive, senza scordarsi della sua passione per la radio, che tra poco trasformerà in podcast. Organizzatore di eventi gastronomici ad ampio raggio, come i pellegrinaggi a tema alimentare o le session di cuochi che si fanno convincere a partecipare ad eventi imperdibili, riesce, non dormendo quasi mai, ad essere scrittore curioso, cronista del gusto, commediografo. Ha scelto con gioia di passare le sue giornate a tavola o in cantina, attività che volge con piacere inaudito.