Nel segno della Mitologia, dell’Amore e della fabula sei opere liriche, di cui cinque nuove produzioni: Orphée et Eurydice di Christopher Willibald Gluck, Roméo et Juliette di Charles Gounod, I due Foscari di Giuseppe Verdi, Ariadne auf Naxos di Richard Strauss,
Acis et Galatée, di Giovan Battista Lulli e una ripresa, lo storico allestimento di Le Nozze di Figaro
di Wolfgang Amadeus Mozart per la regia di Jonathan Miller e otto appuntamenti sinfonici in abbonamento più il Concerto per Firenze diretto da Zubin Mehta in Cavea e il recupero del concerto diretto da Manfred Honeck, e un titolo per i bambini Ayda e l’amore fatale: è questa l’ossatura che compone l’84° Festival del Maggio Musicale Fiorentino che si dipana in un filo che lega opere e concerti sotto il tema della Mitologia e dell’Amore. Di questo programma ben quattro opere rappresentano un inedito assoluto per il Maggio e per Firenze: Orphée et Eurydice, mai eseguita nella versione francese; Roméo et Juliette, I due Foscari, Acis et Galatée, mai messe in scena al Maggio. Con il Coro e l’Orchestra del Maggio, tre mesi di programmazione che vedono impegnati sul podio e sul palcoscenico alcuni dei più grandi nomi della scena lirica e sinfonico-concertistica internazionale a partire ovviamente da Zubin Mehta, direttore emerito a vita e, da questo Festival, di Daniele Gatti come direttore musicale del Maggio al quale sono affidate l’inaugurazione operistica del 12 aprile e quella sinfonica del 26. Con loro due, Henrik Nánási, Carlo Rizzi,
Federico Maria Sardelli (con l’orchestra barocca Modo Antiquo) per le opere e sempre a loro fianco per il versante sinfonico Manfred Honeck (fuori abbonamento) e Vladimir Spivakov che salirà sul podio per dirigere la National Philharmonic Orchestra of Russia, e Myung-Whun Chung. Tra i registi Pierre Audi, Frederic Wake-Walker, Grischa Asagaroff, Matthias Hartmann, Benjamin Lazar e, con ripresa di “Nozze”, l’omaggio alla memoria di Jonathan Miller. Il titolo per bambini, Ayda nella produzione di Venti Lucenti sara diretto da Giuseppe la Malfa con la regia di Manu Lalli. Tra gli artisti Juan Francisco Gatell, Anna Prohaska, Sara Blanch, Juan Diego Flórez, Vasilisa Berzhanskaya, Valentina Nafornița, Evgeny Stavinsky, Alessio Arduini, Ruzil Gatin,
Francesco Milanese, Marina De Liso, André Courville, Adriano Gramigni, Davide Piva,
Lulama Taifasi, Amin Ahangran, Alessandro Luongo, Kirsten MacKinnon, Luca Micheletti, Benedetta Torre, Serena Malfi, Fabio Capitanucci, Paolo Antognetti, Antonio Garés, Rosalía Cid, Alfonso Zambuto, Plácido Domingo, Jonathan Tetelman, Ailyn Pérez, Riccardo Fassi,
Joseph Dahdah, Xenia Tziouvaras, Krassimira Stoyanova, AJ Gluecklert, Jessica Pratt,
Liviu Holender, Maria Nazarova, Luca Bernard, Anna Doris Capitelli, Liubov Medvedeva,
Michelle Losier, Markus Werba, Matteo Guerzè, Jacoub Eisa, Daniel Schliewa,
Jean François Lombard, Luigi De Donato, Francesca Lombardi Mazzulli. Il sovrintendente del Maggio, Alexander Pereira ha riservato per sé un cameo in Ariadne auf Naxos dove interpreterà il Maggiordomo. Tra i cantanti che saliranno sul palcoscenico dell’auditorium Mehta per il ciclo sinfonico nei diversi appuntamenti: Juan Francisco Gatell, Ekaterina Lekhina, AJ Gluecklert,
Mandy Fredrich, Marie-Claude Chappuis, Florian Boesch, Judith Kutasi, Alex Esposito, Luca Bernard, Massimo Popolizio (come voce recitante); inoltre al violoncello in due concerti gli strumentisti Dali Gutserieva e Antonio Meneses e in un’altra occasione il pianista Andrea Lucchesini. Il direttore del Coro del Maggio è Lorenzo Fratini.

Le opere del Festival saranno presentate in una serie di conferenze dal titolo “Prima le parole,
poi la musica
” tenute da Nicola Cattò, Alberto Mattioli, Maurizio Biondi, Giuseppe Rossi,
Giangiorgio Satragni e Giovanni Vitali che vedranno la partecipazione dei cantanti e dei pianisti dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino.

Le opere dell’LXXXIV Festival del Maggio Musicale Fiorentino

Il titolo che inaugura l’LXXXIV Festival il 12 aprile 2022 è Orpée et Eurydice
di Christoph Willibald Gluck (altre recite il 13, 19, 21, 23 aprile), che vede – dopo il suo ultimo concerto diretto l’11 marzo nel corso della stagione sinfonica 21/22 – il debutto operistico del maestro Daniele Gatti nel suo ruolo di direttore principale del Maggio Musicale Fiorentino. Per questo nuovo allestimento dell’opera mai eseguita al Maggio fin ora nella versione francese, la regia è affidata a Pierre Audi, regista libanese che nel 1979 ha fondato il Teatro Almeida ed è stato Direttore Artistico dell’Opera Nazionale Olandese di Amsterdam. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei teatri più importanti del mondo come la Bayerische Staatsoper, il Teatro alla Scala e il Metropolitan di New York. Le scene e le luci sono di Jean Kalman, i costumi di
Haider Ackermann, i video di Gilber Nouno e la coreografia è di Arno Schuitmaker. Tra gli interpreti si annunciano Juan Francisco Gatell, tenore fra i più apprezzati interpreti della scena internazionale, come Orfeo; Gatell lega il suo nome a quello del Teatro del Maggio sin dall’aprile del 2004, quando debuttò nel corso di una produzione de Die Meistersinger von Nürnberg. Anna Prohaska, il celebre soprano austriaco che ha un repertorio vasto che parte da Monteverdi per arrivare a Verdi e Schönberg, come Euridice e Sara Blanch la quale è stata fra i protagonisti de Lo sposo di tre, e marito di nessuna di Cherubini andata in scena nel febbraio 2022, nel ruolo di Amore. Il balletto sarà eseguito da ballerini diplomati all’Accademia del Teatro alla Scala. La versione francese di Orfeo viene composta da Gluck dodici anni dopo la versione italiana che andò in scena la prima volta il 5 ottobre 1762 al Burgtheater di Vienna e che segnò il via alla riforma del melodramma condotta dal compositore tedesco insieme al librettista Ranieri de’Calzabigi. Gluck rimise mano alla partitura e presentò una seconda versione dell’opera, in francese, sulle scene di Parigi: Orphée et Eurydice su libretto di Pierre-Louis Moline, che debuttò il 2 agosto 1774 all’Académie Royale de Musique. Anche se nell’Orphée è mantenuto in linea di massima l’impianto originario, vi sono tuttavia alcune aggiunte e trasformazioni significative pensate per compiacere il pubblico francese: dalla modifica del ruolo vocale del protagonista, che nella versione viennese era affidato a un castrato, mentre nell’Orphée venne trascritto per haute-contre, una voce tenorile particolarmente chiara e di ampia estensione nel registro acuto che vantava in Francia una lunga tradizione, all’inserimento di brani ballabili, conditio-sine-qua-non del teatro musicale francese. Nel secondo atto, per esempio, Gluck utilizzò la musica scritta anni prima per il balletto Don Juan associandola alla scena delle Furie scatenate dopo il passaggio di Orfeo e rimaneggiò la Danse des Ombrés, all’inizio della scena dei Campi Elisi, aggiungendo al Minuetto un Trio dal tono nostalgico e struggente, enfatizzato dall’assolo del flauto, che è diventato uno dei brani più celebri dell’opera.

Il 27 aprile con repliche il 30, il 3, 5 e 8 maggio va in scena il secondo titolo in cartellone e sempre in francese e per la prima volta in assoluto al Maggio: è la nuova produzione di Roméo et Juliette di Charles Gounod. La direzione d’orchestra è affidata a Henrik Nánási, la regia a
Frederic-Wake Walker, che porta con sé lo quasi tutto lo staff creativo che è stato apprezzato per Adriana Lecouvreur, titolo inaugurale dell’83esimo Festival del 2021: le scene sono di Polina Liefers
i costumi di Julia Katharina Berndt, le coreografie di Anna Olkhovaya. Le luci per questo titolo sono curate da Peter Mumfond. Nel cast figura nel ruolo di Romeo uno dei più acclamati e celebri tenori al mondo, Juan Diego Flórez che torna al Maggio dopo il trionfale concerto di canto del 30 settembre 2020. Al suo fianco come Juliette il soprano Valentina Nafornița che è recentemente stata Fiordiligi nelle due messe in scena di Così fan tutte, di Mozart, la prima volta lo scorso mese di marzo per la registrazione dell’opera per la piattaforma ItsArt, con la direzione di Zubin Mehta e la seconda per la ripresa aperta al pubblico dello scorso settembre 2021 con la direzione di
Adam Fischer e la regia, per lo stesso allestimento, di Sven Eric Bechtolf. Con loro nel ruolo di Stephàno un altro nome di grande richiamo, Vasilisa Berzhanskaya il mezzosoprano anche lei nel cast del “primo” Così fan tutte come Dorabella e prima ancora in quello di Rosina nel
Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini nel ormai celebre allestimento del Maggio Fiorentino firmato da Damiano Michieletto. Vasilisa Berzhanskaya, tornerà alla ripresa, in settembre dopo la pausa estiva, proprio nel ruolo di Rosina e nello stesso allestimento che questa volta vedrà la direzione d’orchestra di Daniele Gatti. Con loro in locandina come Frère Laurent Evgeny Stavinsky e Alessio Arduini nel ruolo di Mercutio. Arduini ha da poco sostenuto il ruolo di Don Simone ne Lo sposo di tre e marito di nessuna, opera buffa di Luigi Cherubini titolo nel quale era nel cast anche Ruzil Gatin, come Don Martino; il tenore russo qui sostiene il ruolo di Tybalt; Francesco Milanese sarà il Comte Capulet, Marina De Liso, nel cast dello strepitoso Ritorno di Ulisse in Patria
di Claudio Monteverdi dello scorso Festival e nella Linda di Chamounix di Donizetti dello scorso settembre, sarà Gertrude, Adriano Gramigni formatosi all’Accademia del Maggio, sosterrà Le duc; Pȃris sarà interpretato da André Courville che torna al Maggio dopo il ruolo del Principe Yamadori nella Madama Butterfly di Giacomo Puccini, andata in scena con la regia di Chiara Muti e la direzione di Francesco Ivan Ciampa lo scorso dicembre 2021. Grégorio sarà sostenuto da
Davide Piva, Benvolio da Lulama Taifasi e Frère Jean da Amin Ahangaran.

Il 27 aprile 1867 Roméo et Juliette debuttò al Théâtre Lyrique di Parigi ottenendo immediato successo. Articolato in cinque atti in cui si alternano dialoghi parlati e numeri chiusi – secondo il modello dell’opéra-comique – l’opera presenta alcune differenze sostanziali rispetto alla fonte originaria shakespeariana, quali l’aggiunta del personaggio di Stéphano, paggio di Roméo interpretato en travesti da una voce femminile, e la scena del risveglio di Juliette alla fine dell’opera, che consente un ultimo straziante duetto con l’amato morente. Ma ciò che più risalta nell’impianto generale dell’opera è l’assoluta supremazia del tema d’amore sul tema della rivalità tra famiglie, che nel Romeo e Giulietta di Shakespeare è invece elemento di pari importanza. Quale unico motore dell’opera, l’amore tra i due giovani e sfortunati protagonisti determina infatti ogni scelta drammaturgica di Gounod, dalle arie di grande presa emotiva ai ben quattro duetti simmetrici (uno per ogni atto ad eccezione del terzo) che costituiscono l’ossatura del dramma e che, facendosi sempre più complessi dal punto di vista formale e drammatico, seguono l’evoluzione psicologica dei due protagonisti.

Terzo titolo – e ripresa di un grandissimo successo del Maggio e del maestro Zubin Mehta
Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart nel bellissimo allestimento del 1992 con la regia di Jonathan Miller in scena al Teatro della Pergola il 10 maggio, con repliche il 12, 15, 18 e 20. Sul podio di questo capolavoro, oggi come allora (anche nella precedente ripresa del 2010) il maestro Mehta. Messo in calendario per onorare la memoria del grande regista scomparso nel novembre del 2019, il titolo mozartiano nel cast schiera i nomi del baritono Alessandro Luongo di lunga frequentazione con il Maggio sin dal 2003 e che è stato tra i protagonisti della recente Madama Butterfly andata in scena nel dicembre 2021, qui come il Conte d’Almaviva, il soprano
Kirsten MacKinnon, come Contessa in un ruolo che è uno dei suoi cavalli di battaglia.
Luca Micheletti, sarà Figaro; Micheletti è uno degli artisti più eclettici della sua generazione, affrontando sia la regia che il canto con grande successo. Ha collaborato con direttori come Riccardo Muti e Daniel Harding e ha debuttato al Maggio nel 2019 sostenendo il ruolo di Rigoletto nell’allestimento della “Trilogia Verdiana” con la regia di Francesco Micheli. Benedetta Torre sarà Susanna e al Maggio torna dopo i suoi successi come Despina nelle due messe in scena di Così fan tutte e del recentissimo Lo sposo di tre e marito di nessuna del febbraio 2022. Il palpitante Cherubino sarà interpretato da Serena Malfi. Splendida nel ruolo già al Metropolitan che alla Wiener Staatsoper, Malfi è specializzata nel repertorio barocco, classico e belcantista assieme a quello mozartiano e rossiniano e da più di dieci anni calca le scene dei più importanti teatri al mondo; al Maggio si è apprezzata nel 2011 in occasione di L’incoronazione di Poppea. Marcellina sarà Carmen Buendía, Bartolo sarà sostenuto da Fabio Capitanucci che ha appena sostenuto il ruolo di Don Pistacchio, lo sposo di tre e marito di nessuna, nell’opera omonima di Cherubini;
Paolo Antognetti, dopo i recenti ruoli in Adriana Lecouvreur che ha inaugurato il Festival scorso e in Madama Butterfly, è in questa occasione don Basilio; il ruolo di Don Curzio sarà interpretato da Antonio Garès, Barbarina avrà la voce di Rosalía Cid e Alfonso Zambuto sarà Antonio.

Le Nozze di Figaro, debutta Il 1° maggio del 1786 al Burgtheater di Vienna ed è il primo dei tre capolavori realizzati da Mozart in collaborazione con Lorenzo Da Ponte. Il soggetto, tratto dal ben noto Le mariage de Figaro, commedia vergata da Beaumarchais nel 1778, è particolarmente congeniale a Mozart per situazioni e personaggi in gioco che si prestano a un’indagine psicologica in musica senza eguali prima di allora. La partitura è segnata fin dalle primissime battute da una prorompente vitalità: il vorticoso brulicare delle note iniziali dell’ouverture ci trascina nella folle journée di Figaro e compagni e da lì in poi il ritmo narrativo si fa serratissimo e la musica acquista un potere tale da diventare essa stessa azione attraverso colpi di scena, travestimenti, tranelli, mancate promesse, rivelazioni inaspettate, amori che provocano turbamento, ma anche nostalgia e tormento, fino al conciliante finale del quarto atto che ristabilirà l’armonia e l’ordine delle cose.

La quarta opera in cartellone rappresenta di nuovo un altro titolo che per la prima volta in assoluto viene eseguito al Maggio: dal 22 maggio con repliche il 25, 28, 31 e 3 giugno, è I due Foscari. Sesta opera del catalogo di Giuseppe Verdi realizzata durante gli ‘anni di galera’, I due Foscari, opera in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave, debutta al Teatro Argentina di Roma il 3 novembre del 1844. La première, come riferì Verdi stesso, si rivelò «un mezzo fiasco», dovuto in parte a un cast vocale impreparato e in parte ai limiti del soggetto scelto. Eppure in prima battuta Verdi si era entusiasmato per quel «bel dramma, bellissimo, arcibellissimo» – così lo aveva descritto a Piave – il cui soggetto era ispirato all’omonima opera teatrale di Lord Byron, salvo poi rendersi conto in fase di composizione che mancava d’azione, risultando quindi monotono e ripetitivo. Il dramma è costruito interamente sul contrasto tra amor paterno e amor di patria del Doge Francesco Foscari e sulle pene di suo figlio Jacopo, accusato ingiustamente di omicidio e di aver tramato contro la Repubblica di Venezia. Ma pur mancando della vivacità d’azione e del nerbo dei drammi verdiani precedenti, I due Foscari si distingue tuttavia per alcune soluzioni compositive nuove e sperimentali. L’orchestrazione, per esempio, si fa più sottile e accurata, con un posto di primo piano riservato all’arpa e ai legni che restituiscono una tinta strumentale elegiaca e notturna perfettamente aderente all’immagine di Venezia descritta da Byron, i finali d’atto si concludono senza la tradizionale stretta e compaiono in maniera sistematica i motivi di reminiscenza; a ogni personaggio è associato infatti un motivo musicale che ricompare, come un biglietto da visita, ogni volta che i protagonisti tornano in scena. Per questa nuova produzione e nuovo allestimento il Maggio ha affidato la direzione a Carlo Rizzi e la regia a Grischa Asagaroff. Carlo Rizzi è fra i più esperti e apprezzati direttori della scena internazionale e ha debuttato al Maggio nel luglio del 1992. Torna dopo le sue apprezzatissime direzioni delle verdiane La Traviata e Un ballo in maschera eseguite in Cavea nell’estate del 2020 e del concerto di canto di Juan Diego Flòrez nel settembre sempre 2020. Grischa Asagaroff, ha iniziato la sua carriera alla Bayerische Staatsoper, dove ha lavorato come assistente alla regia e direttore di scena in oltre 70 opere diverse, lavorando con registi come Günther Rennert, Otto Schenk, August Everding, Nikolaus Lehnhoff e Jean-Pierre Ponnelle. Dal 1971 al 1979 ha messo in scena numerose produzioni alla Deutsche Oper am Rhein di Düsseldorf ed è diventato direttore di scena principale dell’Opera di Zurigo, nonché direttore artistico dell’Opera di Stato di Vienna. Al Maggio ha curato il recente spettacolo de L’elisir d’amore per i bambini. Le scene e i costumi sono di Luigi Perego, le luci di Valerio Tiberi, la coreografia è ideata da Cristiano Colangelo. l ruolo di Francesco Foscari sarà interpretato da uno dei più celebri artisti al mondo Placido Domingo che torna al Maggio dopo la sua recente interpretazione di Giorgio Germont in La traviata di Giuseppe Verdi, nell’allestimento di Davide Livermore e la direzione di Zubin Mehta andata in scena lo scorso settembre 2021. A fianco di Domingo nel ruolo di Jacopo Foscari, figlio di Francesco, il tenore Jonathan Tetelman, che debutta al Maggio. Ailyn Pérez che torna dopo il Falstaff dove ha interpretato Alice Ford diretta da Sir John Eliot Gardiner lo scorso novembre 2021, vestirà i panni di Lucrezia Contarini, Riccardo Fassi sarà Jacopo Loredano. Barbarigo sarà sostenuto da Joseph Dahdah, la Pisana sarà Xenia Tziouvaras.

Si torna al Teatro della Pergola per la nuova produzione di Ariadne auf Naxos di Richard Strauss, quinto titolo del programma del 84esimo Festival del Maggio Musicale che manca dalla programmazione da 25 anni (l’ultima edizione fu diretta da Zubin Mehta nel 1997 con la regia di Jonathan Miller). La prima è in calendario il 7 giugno con repliche il 10, il 13, il 16 e 18 giugno. Sul podio Daniele Gatti alla sua seconda opera dopo l’Orphée et Euridyce inaugurale. La regia, le scene e le luci sono firmate rispettivamente da Matthias Hartmann, Volker Hintermeier e Valerio Tiberi che hanno creato la messa in scena del Fidelio di Ludwig van Beethoven diretto dal maestro Mehta, primo titolo operistico programmato nel nuovissimo auditorium Mehta. I costumi sono di
Su Bühler. Un cast prestigioso con le voci nei ruoli principali di Krassimira Stoyanova – uno dei più importanti soprano dei nostri tempi che torna al Maggio dopo le recite in forma di concerto di Un ballo in maschera, di Verdi, diretto da Carlo Rizzi dell’estate 2020 – che interpreta Ariadne. Il ruolo di Bacchus è affidato a A.J. Glueckert che è stato tra i solisti del concerto di san Silvestro del 31 dicembre 2021 diretto da Zubin Mehta. Zerbinetta avrà la voce di una delle più grandi interpreti belcantistiche al mondo, Jessica Pratt che – dopo averlo sostenuto nella versione in italiano a Martina Franca – debutta nel ruolo nella versione originale. Markus Werba sarà il Musiklehrer e Liviu Holender sarà Harlekin – entrambi nel cast di Il pipistrello di Johann Strauss andato in scena lo scorso gennaio 2022 con grandissimo successo. Tra gli altri interpreti Luca Bernard (Scaramuccio), Jacoub Eisa (Truffaldin), Daniel Schliewa (Brighella), Maria Nazarova (Nayade), Anna Doris Capitelli (Druade), Liubov Medvedeva (Echo), Michelle Losier (Komponist), Antonio Garès (Tanzmeister), Matteo Guerzé (Perückenmacher), Davide Piva (Ein Lakei), Joseph Dahdah (Ein Offizier). Un cameo lo riserva per sé come oramai da tradizione nei teatri che dirige Alexander Pereira che interpreterà l’Haushofmeister, il maggiordomo.

Ariadne auf Naxos di Richard Strauss e Hugo von Hofmannsthall nacque come divertissement operistico per una rappresentazione de Le bourgeois gentilhomme di Molière. Il progetto iniziale prevedeva che l’opera in un atto fosse eseguita come spettacolo presentato nel palazzo del protagonista della commedia; un esempio perfetto di teatro nel teatro. In questa prima forma il lavoro esordì il 25 ottobre 1912 a Stoccarda con la regia di Max Reinhardt. Tuttavia l’opera piacque più della commedia e Hugo von Hofmannsthal decise di slegare le due parti dando vita propria ad “Ariadne”, a cui aggiunse un Prologo che tiene in piedi l’espediente del teatro nel teatro e in cui sono descritti i preparativi per lo spettacolo d’intrattenimento che un facoltoso signore viennese del XVIII secolo ha deciso di offrire ai suoi ospiti nella propria abitazione. Nella nuova forma Ariadne auf Naxos debuttò a Vienna il 4 ottobre 1916. In quest’opera Strauss e von Hofmannsthall affrontano il mito di Arianna, che nei secoli aveva ispirato molti musicisti da Monteverdi in poi, da una prospettiva ironica e distaccata, trasferendo l’azione in una dimensione ibrida in cui convivono elementi patetici e comici. Il rapporto che si instaura tra i due piani narrativi in gioco – la realtà del Prologo e la realtà artificiosa della rappresentazione – crea un cortocircuito semantico sottolineato da Strauss attraverso la parodia musicale che si nutre di stilemi eterogenei provenienti tanto dall’opera seria quanto da quella buffa. Per rendere ancor più originale la veste sonora di “Ariadne”, Strauss ricorse poi a un organico orchestrale inconsueto che prevede un’orchestra barocca a cui si aggiungono strumenti estranei come l’arpa, l’harmonium, il pianoforte e le percussioni.

Ultima opera in cartellone dell’84 esimo Festival del Maggio Musicale e anche questa mai rappresentata al Maggio e a Firenze, il 4 luglio è Acis et Galatée di Jean-Baptiste Lully (repliche il 6, 9, 11). La direzione è affidata a Federico Maria Sardelli, la regia a Benjamin Lazar. Le scene sono di Adeline Caron, i costumi di Alain Naillet, la coreografia è di Gudrun Skamletz. In buca con l’Orchestra del Maggio, l’orchestra barocca Modo Antiquo, fondata da Sardelli è considerata una delle migliori formazioni di musica antica della scena internazionale. Acis et Galatée, opera in tre atti più prologo su libretto di Jean Galbert de Campistron, è l’ultimo lavoro compiuto di
Jean-Baptiste Lully. Dopo decenni dedicati alla tragédie lyrique, genere da lui stesso inaugurato, nel 1686 Lully concludeva la sua lunga carriera teatrale con una pastorale-héroïque, un genere intermedio che combinava sulla scena personaggi divini e mortali, nobili e pastori, commissionatagli dal duca di Vendôme per omaggiare il Delfino di Francia ospite nel castello di Anet. ll libretto è ispirato alla leggenda di Aci e Galatea descritta nel libro XIII delle Metamorfosi di Ovidio. Il pastore Aci ama, ricambiato, la ninfa delle acque Galatea, ma anche il mostruoso ciclope Polifemo ama la ninfa e vedendosi respinto uccide per gelosia Aci, schiacciandolo sotto una roccia. Tuttavia, grazie all’intervento del dio Nettuno, Aci sarà riportato in vita e trasformato in un fiume. Pur cimentandosi con un genere minore, che si articola in soli tre atti rispetto ai canonici cinque delle tragédies lyriques e prevede un numero inferiore di numeri musicali, Lully non rinuncia al tono aulico che caratterizza tutta la sua produzione maggiore. In Acis et Galatée la declamazione è sempre estremamente curata e attenta a ogni inflessione del verso così come la musica, che possiede i medesimi toni sontuosi e imponenti delle grandi tragédies. Per tali ragioni l’opera riscosse fin dall’esordio il plauso del pubblico, entrando di diritto della storia del teatro musicale francese. Tra gli interpreti Jean François Lombard, Luigi De Donato, Francesca Lombardi Mazzulli.

La suggestiva e bellissima Cavea del Maggio ospiterà il titolo del cartellone del Festival dedicato, fuori abbonamento, al pubblico più giovane. Lo spettacolo si ispira ad Aida di Giuseppe Verdi e si tratta di Ayda, amore fatale. La messa in scena curata per la regia, la scrittura scenica e i costumi da Manu Lalli vedrà sul podio dell’Ensemble della Scuola di Musica di Fiesole, Giuseppe La Malfa. Sul palco della Cavea gli attori della compagnia Venti Lucenti e gli studenti del progetto “All’Opera,.. le scuole al Maggio”, vale a dire ben 400 allievi delle scuole primarie e secondarie di Firenze. I ruoli di Amneris e Amonastro saranno sostenuti da Xenia Tziouvaras e Alfonso Corrado. Il nuovo allestimento in coproduzione con Venti Lucenti è una commissione del Maggio in collaborazione con l’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino ed è un progetto di Fondazione CR Firenze e con la collaborazione dell’Assessorato all’Educazione e al Welfare del Comune di Firenze. la prima è in cartellone il 4 giugno e le repliche sono annunciate il 6, 8, 9 giugno.

Tutte le opere del Festival saranno presentate in una serie di conferenze dal titolo “Prima le parole, poi la musica” tenute da Nicola Cattò (Orphée et Eurydice), Alberto Mattioli (Roméo et Juliette), Maurizio Biondi (Le nozze di Figaro), Giuseppe Rossi (I due Foscari), Giangiorgio Satragni (Ariadne auf Naxos) e Giovanni Vitali (Acis et Galatée) che vedranno la partecipazione dei cantanti e dei pianisti dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino.

I concerti dell’LXXXIV Festival del Maggio Musicale Fiorentino

Il segno tematico della Mitologia, Amore e fabula si ritrova naturalmente e come non mai, anche nel programma sinfonico dell’84esima edizione del Festival. Dieci concerti di cui otto in abbonamento e due fuori abbonamento: tre diretti da Daniele Gatti e quattro diretti da Zubin Mehta, uno da Myung-Whun Chung e inoltre l’ospitalità dell’Orchestra Filarmonica nazionale di Russia, diretta da Vladimir Spivakov, e il recupero del concerto diretto da Manfred Honeck. La sezione concertista del Festival nasce altrettanto sotto il triplice segno del Mito, dell’Amore e della fabula. Il concerto d’inaugurazione del 26 aprile, affidato a Daniele Gatti, sarà infatti interamente dedicato alla classicità con due opere ispirate ai miti della Grecia antica. In apertura di programma svetta Il Lamento d’Arianna, SV 107, di Claudio Monteverdi, unica pagina superstite de L’Arianna – melodramma composto nel 1608 per la corte di Mantova e andato perduto – per Coro, diretto da Lorenzo Fratini a cui seguirà Perséphone, melologo in tre scene di Igor Stravinskij su testo André Gide, composizione affascinante e dalla natura ibrida del 1933 che unisce recitazione, canto e azione mimica come nella tragedia greca. In questo concerto il tenore Juan Francisco Gatell è la voce solista.

Un sottile filo rosso collega la mitologia classica alla fabula con l’omaggio a due figure uscite dalla letteratura ed entrate di diritto nel Mito: Romeo e Giulietta. Agli innamorati per antonomasia è dedicata parte del secondo concerto in programma, il 28 aprile, con l’Orchestra Filarmonica nazionale di Russia diretta da Vladimir Spivakov, grazie alle note immortali dell’Ouverture-fantasia in si minore Romeo and Juliette di Čajkovskij e della Suite n. 2, op. 64ter dal balletto omonimo firmata da Sergej Prokof’ev. Nel programma del concerto saranno eseguite anche la Suite dall’opera La fiaba dello zar Saltan di Rimsky-Korsakov e la Suite per soprano, violoncello e orchestra del compositore Kostantin Boyarsky con la voce del soprano Ekaterina Lekhina e il violoncello di Dali Gutsereieva.

Un ulteriore omaggio agli sfortunati amanti di Verona aprirà il programma del secondo concerto diretto da Daniele Gatti il 17 giugno con alcuni brani estrapolati da Roméo et Juliette op.17 di Hector Berlioz, sinfonia corale che rappresenta uno degli esiti più alti della produzione del compositore francese, seguiti dalla Suite dalle musiche di scena op.80 Pelléas et Mélisande di Gabriel Fauré, che il compositore realizzò per una rappresentazione dell’omonimo dramma teatrale di Maeterlinck, e dalla Suite n. 2 del balletto Daphnis et Chloé di Maurice Ravel.

Nel calendario sinfonico una “parte da leone” spetta tuttavia a Igor Stravinskij (di cui si è ricordato lo scorso anno il cinquantesimo anniversario della morte) che si conferma autore d’elezione del maestro Gatti. Dal mito alla fabula andata e ritorno; così il viaggio musicale proposto dal direttore principale del Maggio prosegue nel suo terzo concerto del 30 giugno con il monumentale Oedipus Rex di Stravinskij, opera-oratorio in due atti composta nel periodo ‘neoclassico’ su testo di Jean Cocteau. In programma anche i tre preludi sinfonici Per l’Edipo Re di Sofocle firmati da Ildebrando Pizzetti. Nell’opera oratorio di Stravinskij canteranno AJ Glueckert come Oedipus, Judit Kutasi come Giocasta, Alex Esposito come Créon. Il pastore sarà Luca Bernard e la voce recitante è quella dell’attore Massimo Popolizio.

Il primo concerto del maestro Zubin Mehta il 29 aprile prevede in apertura la Sinfonia n. 1 di Gustav Mahler, opera dai contenuti extra musicali e dalla natura ambivalente, poiché nata inizialmente come poema sinfonico in forma di sinfonia, per chiudere con Also sprach Zarathustra op. 30, poema sinfonico tra i più noti ed eseguiti di Richard Strauss ispirato liberamente al saggio di Friedrich Nietzsche.

Il secondo concerto diretto da Zubin Mehta, sarà un omaggio tutto mozartiano. Nel programma del concerto del 29 maggio infatti Mehta dirigerà le tre ultime sinfonie di Mozart – n.39 K. 543, n.40 K. 550, n.41 K. 551 – realizzate dal salisburghese in soli tre mesi, e forse pensate come unico grande affresco sonoro, che si confermano capolavori assoluti della letteratura orchestrale di tutti i tempi. Larghissimo spazio a Beethoven per il terzo e il quarto concerto diretti da Zubin Mehta. Il 13 luglio il concerto diretto dal Maestro, fuori abbonamento è un omaggio a Firenze con un appuntamento simbolico offerto alla Città: il Coro e l’Orchestra del Maggio e i solisti Mandy Fredrich, Marie Claude Chappuis, AJ Glücklert, Florian Boesch, affronteranno in Cavea la monumentale Sinfonia n. 9 in re minore op. 125 per soli coro e orchestra, il non plus ultra dell’arte beethoveniana.

Il quarto concerto – che chiude il Festival – diretto dal direttore emerito a vita del Maggio del 14 luglio propone quindi ancora Beethoven e ancora un eroe del mito con un programma che si aprirà con l’Ouverture ed estratti da Die Geschöpfe des Prometheus (“Le creature di Prometeo”) e poi di Pëtr Il’ič Čajkovskij le Variazioni su un tema rococò per violoncello (solista Antonio Meneses) e orchestra, op. 33, composte proprio qualche mese prima della Sinfonia n. 4 in fa minore, op. 36 che chiude il concerto.

Il 22 giugno torna, in abbonamento, al Maggio il maestro Myung-Whun Chung con un programma sinfonico che lambisce la Grecia Antica. L’Arcadia vagheggiata dai Dioscuri della musica francese di inizio Novecento – Claude Debussy e Maurice Ravel – sarà la protagonista della prima parte del concerto che affianca le note languide e sensuali del Prélude a l’après-midi d’un faune, uno dei capolavori dell’impressionismo musicale e una delle più celebri composizioni dell’Autore, ispirato a un’egloga di Mallarmé, alle sonorità carezzevoli e vaporose create da Ravel nel balletto Daphnis et Chloé, da cui è tratta la Suite n. 1. Nella seconda parte del concerto, invece, sarà eseguita la Sinfonia n. 6 ‘Patetica’ di Pëtr Il’ič Čajkovskij l’ultima composta da Čajkovskij e tra le sue più significative e celebri.

Al titano della musica Ludwing van Beethoven è dedicato anche il concerto diretto da Manfred Honeck del 7 luglio, che impagina tre composizioni beethoveniane, l’Ouverture in do minore Coriolano, altra figura leggendaria della classicità, la cantata per coro Meeresstille und glückliche Fahrt op. 112 e la Fantasia corale in do minore op. 80 con al pianoforte Andrea Lucchesini. Nel programma proposto da Honeck verrà eseguita anche una Suite dall’Elektra di Richard Strauss di sua trascrizione.

Il Festival del Maggio anche per l’84 esima edizione non si fermerà a Firenze, ma sono previste trasferte con concerti sinfonici diretti da Zubin Mehta a Siena, Ravello, Rimini e Macerata, e da Manfred Honeck a Forte dei Marmi.

Il convegno su Renata Tebaldi

Renata Tebaldi, una delle personalità simboliche del canto lirico di tutti i tempi; artista di immensa grandezza, con una voce incantevole tra le più significative e fulgide e con una carriera lunga quarant’anni, con più di 1200 sue rappresentazioni in scena tra opere e concerti in tutto il mondo e nel nostro teatro, verrà celebrata in occasione dei cento anni dalla sua nascita con un convegno internazionale: “Renata Tebaldi: essere diva negli anni ’50”.

Il convegno a cura di Giancarlo Landini e Giovanni Vitali, in collaborazione con Renata Tebaldi Fondazione Museo, Rai Cultura, Rete Toscana Classica, Rivista L’Opera, Amici del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino è fissato il 21 e 22 maggio e vedrà la partecipazione di Maurizio Modugno, Luca Scarlini, Carla Maria Casanova, Marta Teodoro, Vincenzo R. Bisogni, Paul-André Demierre, Pol Avinyó, Luca Chierici, Marco Beghelli. Nel corso del convegno sarà proiettato in anteprima il documentario di Rai Cultura “Renata Tebaldi. Vissi d’arte” di Marta Teodoro e Elisabetta Foti.

Il volume su Emanuele Luzzati

In occasione del 101esimo anniversario della nascita di Emanuele Luzzati, avvenuta a Genova il 3 giugno 1921, verrà pubblicato dalla casa editrice Edifir il volume “Emanuele Luzzati al Maggio Musicale” a cura di Valentina Filice e Manuel Rossi. La quarantennale collaborazione fra Luzzati e il Festival fiorentino sarà ricostruita attraverso i contributi di Dora Liscia Bemporad, Luciano Alberti e dei curatori del libro, arricchito dalla documentazione iconografica conservata presso l’Archivio Storico del Teatro del Maggio. Il volume è realizzato grazie al contributo della Fondazione Ambron e con la collaborazione del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e della Lele Luzzati Foundation di Genova.

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