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I musei di Leopoli chiamano e Venezia risponde

La fondazione Musei Civici di Venezia corre in aiuto dell'arte Ucraina in collaborazione anche con la fondazione MUVE fornendo materiali per la protezione delle opere

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La Fondazione Musei Civici di Venezia si è subito attivata dopo la richiesta di aiuto per mettere in salvo le opere d’arte custodite a Leopoli/Lviv in Ucraina. La cultura ha un unico linguaggio universale e Venezia non poteva non entrare a far parte del progetto Save Ukraine Art 2022, con l’invio di speciali materiali di imballaggio che verranno utilizzati per la messa in sicurezza delle opere e la loro protezione dalle azioni di guerra.

” Venezia, città aperta al mondo e che ha sempre difeso il valore della libertà di chiunque venisse a viverla rispettandone le regole e le tradizioni, non poteva restare sorda alla richiesta d’aiuto che si sta levando da chi, in Ucraina, sta lottando per mettere al sicuro le opere d’arte – commenta il Sindaco Luigi Brugnaro – Salvare quelle opere non è solamente mettere al sicuro il patrimonio storico e artistico di una città, ma è anche salvaguardare e assicurare alle future generazioni l’identità di un popolo, la memoria di una comunità e le tradizione di una nazione. Venezia, città che ha celebrato i 1600 anni dalla sua Fondazione e che con i suoi musei civici racconta al mondo la storia di un luogo crocevia di culture e popoli, dimostra, con i fatti, di esserci e di rimboccarsi le maniche affinché l’arte e il bello tornino ad essere le migliori armi per sconfiggere l’odio che sta investendo l’Ucraina in questo periodo”.

Ha contribuito anche la fondazione MUVE che in una call video organizzata con la Direzione della Galleria e con la presenza di restauratori di massima fiducia, ha fornito i primi suggerimenti sulle modalità di stoccaggio e pronto intervento per mettere in salvo le opere. Non essendoci bunker che aiuterebbero in questa situazione critica, la paura più grande nel Museo di Leopoli è che si possa andare incontro a crolli strutturali o anche ad incendi che metterebbero in serio pericolo le opere. La presidente di MUVE Mariacristina Gribaudi spiega “A Venezia abbiamo già difeso i musei con i sacchi di sabbia, accadde a Palazzo Ducale nel corso delle due guerre mondiali. È storia ancora recente. Conosciamo bene la delicatezza di dover imballare le opere e poterle trasportare in sicurezza in luoghi protetti, come fu fatto con buona parte del patrimonio dei Musei Civici. D’intesa con il sindaco Brugnaro, la nostra solidarietà è stata immediata”.

Quando il patrimonio artistico mondiale viene attaccato non è possibile rimanere inermi dunque. Nella pratica la Fondazione Musei Civici con il coordinamento del Comune di Venezia provvederà all’acquisto e al trasporto di materiali d’imballaggio specifici, in grado di proteggere le opere da vibrazioni o urti di vario genere. In particolare ciò che verrà inviato sono tessuti speciali in polietilene con cui coprire le opere di materiali diversi come mobili, costumi, vetri, marmi, dipinti e grafiche: non permettono alla polvere di depositarsi, sono inattaccabili dalla maggior parte dei solventi e dei gas e impediscono la crescita di funghi e muffe. Misuratori temperatura e umidità tipo Datalogger impermeabili e antipolvere, per archiviare i dati e permettere poi lo scaricamento, l’analisi e la successiva visualizzazione grafica dei valori. Pannelli in schiuma in polietilene espanso con elevata resistenza agli urti, adatto agli imballi protettivi e duraturi.

Ancora una volta l’Italia si dimostra vicina alla popolazione Ucraina, anche sotto l’aspetto culturale e artistico. Il messaggio chiaro è che dopo la guerra sarà fondamentale ripartire anche dalla bellezza che dunque va assolutamente preservata, perché il patrimonio artistico è una delle basi fondanti di una nazione e costituisce la sua identità.

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